ACQUE REFLUE: NORMATIVE DI RIFERIMENTO

Le acque reflue domestiche sono tutte quelle acque “provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi, derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche”.
I reflui industriali invece sono rappresentati da “qualsiasi tipo di acque reflue scaricate da edifici od impianti in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni, diverse dalle acque dalle acque reflue domestiche e dalle acque meteoriche di dilavamento”.

Essendo contaminate da sostanze organiche ed inorganiche che le rendono pericolose per l’ambiente e la salute dell’uomo, devono essere reimmesse nelle rete fognaria o in un normale corso d’acqua solo dopo un adeguato trattamento di depurazione.

Acque reflue: sistema Majieco-Treat img.

Le acque reflue vengono trattate osservando le seguenti Norme:

  • Norma UNI EN 858 – 1: descrive i principi di progettazione e realizzazione dei disoleatori.
  • Norma UNI EN 858 – 2: definisce la scelta delle “dimensioni nominali” degli impianti, del loro utilizzo e della manutenzione dei disoleatori.
  • Norma UNI 1825 – 1: descrive i principi di progettazione e realizzazione dei degrassatori.
  • Norma UNI 1825 – 2: definisce la scelta delle “dimensioni nominali” degli impianti, del loro utilizzo e della manutenzione dei degrassatori.

Queste norme impongono l’installazione di disoleatori e degrassatori per il trattamento delle acque di scarico con elevato contenuto di grassi e oli provenienti da cucine, laboratori, parcheggi, stazioni di servizio, autolavaggi, ecc.

I sistemi disoleatori sono impianti di separazione dei liquidi leggeri (benzina, petrolio e derivati) dall’acqua e la Norma UNI EN 858 – 2 al punto 4.1 stabilisce dove è necessario installare un impianto di separazione, suddividendoli in 3 categorie ed affidando a ciascuna un fattore minimo di impedimento (Fx):

  • Categoria A: disoleatori per il trattamento delle acque reflue (effluenti commerciali) provenienti da processi industriali, lavaggio di veicoli, pulizia di parti ricoperte di olio o altre sorgenti, per esempio piazzole di stazioni di rifornimento carburante; fattore di impedimento (Fx=2).
  • Categoria B: disoleatori per il trattamento dell’acqua piovana contaminata da olio (deflusso superficiale) proveniente da aree impervie, per esempio parcheggi per auto, strade, aree di stabilimenti; fattore di impedimento (Fx=0).
  • Categoria C: disoleatori per il contenimento di qualunque rovesciamento di liquido leggero, e per la protezione dell’area circostante; fattore di impedimento (Fx=1)

Inoltre, la Norma UNI EN 858 – 1 impone che i materiali dei serbatoi abbiano superato le prove specificate dal punto 8.1 con risultati conformi ai requisiti richiesti dal punto 6.2 della stessa Norma. Analogamente tutte le tipologie delle cisterne devono essere sottoposte con esito positivo alle prove di tenuta all’acqua specificate dal punto 8.2.
Il punto 8.3.2 definisce le prove a cui devono essere realizzate sui dispositivi di chiusura automatica con risultati conformi ai requisiti richiesti dal punto 6.5.3 della stessa Norma.

I diametri nominali delle tubazioni ed i volumi devono rispettare i limiti previsti rispettivamente dal prospetto 2 della UNI EN 858 – 1 e dal prospetto 5 della UNI EN 858 – 2.

La Norma UNI EN 858 – 1 dà indicazioni anche sul dimensionamento dei disoleatori.
Quando non è indicato alcun metodo di dimensionamento specifico da parte di un’autorità di regolamentazione, le dimensioni nominali dell’impianto di separazione devono essere determinate in base a:

  • Portata massima dell’acqua piovana (Qr).
  • Portata massima delle acque reflue (effluenti commerciali) (Qs).
  • Massa volumica del liquido leggero (Fd).
  • Presenza di sostanze che possono impedire la separazione (per esempio detergenti) (Fx).

Per quanto riguarda i sistemi degrassatori, si tratta di sistemi per il trattamento primario delle acque reflue che separano i grassi e gli oli di origine vegetale e animale dall’acqua.
Sono regolamentati dalle Norme UNI EN 1825 – 1 e UNI EN 1825 – 2.

Secondo tali Norme, i degrassatori devono essere certificati dal produttore al fine di assicurare che i materiali dei serbatoi siano conformi rispettivamente alle specifiche ai punti 5.2.2 e 5.4.2 della UNI EN 1825 – 1.
I diametri nominali delle tubazioni di deflusso dell’acqua devono attenersi ai limiti previsti dal prospetto 1 della UNI EN 1825 – 1 e le rispettive linee di scorrimento devono rispettare i profili idraulici indicati dal punto 5.3.9 della stessa Norma.

Anche il volume del sifone per fanghi deve essere conforme al limite previsto dal punto 6.4 della UNI EN 1825 – 2.
La dimensione nominale del degrassatore viene invece ottenuta da prove effettuate su un impianto campione della stessa tipologia mediante l’apparecchiatura pilota specificata dal punto 8.5.1 della UNI EN 1825 – 1 e seguendo la metodologia di prova prevista dalla stessa norma.

La scelta della dimensione nominale del degrassatore per la specifica applicazione viene effettuata seguendo la metodologia di calcolo descritta dal punto 6 della UNI EN 1825 – 2.
L’impianto sarà installato in corrispondenza alle prescrizioni del punto 7 della UNI EN 1825 – 2.

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2018-07-25T13:04:05+00:00 News|